Anthony Bourdain… profondamente Punk..

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Anthony Bourdain: Scrittore, Giornalista, Chef… profondamente Punk, probabilmente Anarchico

Sono basita… non ho la presunzione di sapere, capire, giudicare la sua decisione; sono basita perché sarà uno dei pochi personaggi pubblici (i cosiddetti VIP) che mi mancherà veramente.

Seguivo e  ammiravo Anthony Bourdain da quasi quindici anni, quando rimasi folgorata guardando una puntata di “No Reservation”. L’ho adorato da subito insieme ai suoi programmi: affascinanti, unici nel loro genere, veri, reali, senza finzione.
Era vero, o così a me è sempre sembrato; cinico al punto giusto, senza peli sulla lingua, molto spesso irriverente, sempre affascinante.

Con gli anni ho viaggiato e sognato guardando i suoi programmi alla scoperta di luoghi e culture diversissime tra loro. Era sempre alla ricerca delle tradizioni culinarie di un paese, di un popolo o di una singola comunità.

Mai scontato, mai finto, mai forzato.

Ricordo ancora con tremendo imbarazzo la puntata siciliana quando volendo andare a pesca si era ritrovato in mare con un pescatore locale che gli gettava pesce (o forse erano polpi) morti sotto al naso … che vergogna che ho provato!
Lui quella scena così imbarazzante e triste ha voluto mostrarla.. chi l’avrebbe fatto al suo posto?
Chi si sarebbe mostrato incazzato per quella situazione? Pochi, o probabilmente solo lui!
Da quel momento ho scoperto di adorarlo come nessun altro personaggio pubblico prima d’ora; una delle poche persone dello spettacolo (per quel che posso aver visto io e per quello che passano in tv in Italia) senza peli sulla lingua, senza remore!

Non si è mai preoccupato di mostrarsi bello a tutti i costi davanti agli altri; era sempre lui: felice, incazzato, imbarazzato, divertito, a volte ubriaco.

Ha mostrato il bello e il brutto delle persone e dei luoghi che ha visitato: posti sperduti, posti dimenticati da dio, zone guerra, città chiassose… tutto per la curiosità di conoscere e per la sua vocazione di volerlo mostrare a tutti, nudo e crudo, reale, senza filtri.
Dovremmo ringraziarlo per tutto questo e farne tesoro.

Lui era sopra le righe, sopra a tutti nella sua integrità morale sempre portata avanti e sempre predicata in un mondo, quello culinario, dove scrivere e parlare di cucina è una grande marchetta.

La mia passione per la cucina, il buon cibo, il voler sperimentare nuovi sapori e a volte scriverne ha preso più valore dopo averlo scoperto.
Credo di poter affermare che è solo grazie ai suoi programmi che ancora oggi provo a tenere un blog di cucina; mi diverto a scrivere e a volte recensire ristoranti e locali e che adoro provare specialità locali quando mi trovo in viaggio.

Era cinico, meravigliosamente cinico e VERO! Forse l’unico cinico che veramente ho apprezzato fino ad oggi.

Mi sono persa tra le pagine dei suoi libri, nei suoi racconti e continuerò a farlo, a riguardare quei documentari unici che nessuno prima di lui aveva pensato di realizzare e che nessuno saprà mai fare come lui.

Ho letto commenti sconsiderati, pesanti, offensivi; probabilmente la gente non ha niente da far , non vede l’ora di trovare il marcio nelle tragedie. La gente, certa gente, è repressa; probabilmente non hanno una vita e si sfogano sugli altri, su persone che neppure conoscono..
Credo che li avrebbe mandati a quel paese!

Il mondo ha perso una persona vera, unica nel suo genere, che ci ha fatto viaggiare stando seduti sul divano, che ci ha dato la voglia di scoprire e sperimentare quello che il mondo ha da offrirci.
Ha portato in alto il mondo della cultura culinaria e non in modo “punk” , “anarchico” alla Bourdain!

Io resto basita, senza parole, mi mancherà e tanto.

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Written by elisa · · Food blog, Ispirazioni, Riflessioni
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